In occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha diffuso la pubblicazione, a cadenza biennale, L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, con dati aggiornati al 17 settembre di quest’anno.

Nell’anno scolastico 2014-2015, dunque, gli alunni con disabilità, nelle scuole statali e non statali di tutti gli ordini e gradi, sono risultati essere 234.788, pari al 2,7% del numero complessivo degli alunni frequentanti. La quota maggioritaria era presente nella scuola primaria (37%) e in quella secondaria di primo grado (28,5%).
Nella grande maggioranza dei casi, gli alunni con disabilità frequentano le scuole statali, e solo per il 6,8% quelle non statali; fa eccezione, rispetto alla media, la scuola dell’infanzia, dove si registra una presenza più diffusa degli alunni con disabilità nelle scuole non statali (28,6%).
Complessivamente gli alunni con disabilità frequentano le scuole statali in misura maggiore rispetto a quanto registrato per gli alunni totali (93,2% di fronte a 87,6%), e la loro incidenza percentuale sul totale degli alunni risulta mediamente più elevata nelle scuole statali (2,8% di fronte a 1,5% per le scuole non statali).

Per quanto poi concerne la distribuzione territoriale, l’incidenza percentuale degli alunni con disabilità sul totale degli alunni oscilla fra il 2,5% del Nord-Est e il 2,9% nel Centro. Significative anche le variazioni tra le Regioni: dal 2% della Basilicata al 3,3% dell’Abruzzo.
La percentuale degli alunni stranieri con disabilità sul totale di quelli con disabilità è pari al 12%, valore che appare piuttosto elevato, considerando che complessivamente gli alunni stranieri rappresentano il 9,2% del totale degli alunni.
Guardando poi anche qui alla distribuzione territoriale, le Regioni che contano il maggior numero di alunni stranieri con disabilità sono la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Trentino e il Veneto. Viceversa è nel Sud e nelle Isole che si riscontrano le percentuali più basse di alunni stranieri con disabilità in rapporto al numero complessivo di alunni con disabilità.

La seconda parte della pubblicazione prodotta dal Ministero fornisce invece una serie di dati sul sostegno, relativi alle scuole a gestione statale.
Innanzitutto un raffronto: dall’anno scolastico 2001-2002 al 2009-2010 il rapporto tra gli alunni con disabilità e i posti per il sostegno ha avuto un andamento quasi costantemente crescente, passando da 1,88 a 2,09 alunni ogni posto di sostegno; a partire poi dall’anno scolastico 2010-2011 tale rapporto ha visto, viceversa, una continua diminuzione, fino ad attestarsi, nell’anno scolastico 2014-2015, a 1,85 alunni per posto di sostegno.
Rispetto poi alla distribuzione territoriale, si oscilla dall’1,38 del Molise al 2,10 del Veneto, ricordando che nelle Regioni meridionali il rapporto tra alunni con disabilità e posti di sostegno risulta tendenzialmente più basso.
Nell’anno scolastico 2014-2015 si contavano in totale 119.384 insegnanti di sostegno, il 15,1% del numero complessivo dei docenti (erano l’8,6% nel 2001-2002). Di questi, 75.023 avevano un contratto a tempo indeterminato, una percentuale pari al 62,8%, che era del 48,1% nell’anno scolastico 2006-2007.

Nell’ultima parte della pubblicazione, infine, viene proposto un confronto tra i diversi sistemi di inclusione scolastica esistenti nei principali Paesi europei, facendo emergere tre orientamenti prevalenti:
° “sistema di inclusione”, in cui si ha la massima integrazione degli alunni con disabilità prevedendo l’inserimento di quasi tutti nel sistema scolastico ordinario (ad esempio in Italia e in Spagna);
° “sistema con distinzione”, che prevede due sistemi di istruzione separati, in cui gli alunni con disabilità vengono solitamente inseriti in scuole o classi speciali e hanno contatti scarsi o nulli con l’ambiente normale (ad esempio in Germania e nei Paesi Bassi);
° “sistema misto”, in cui l’istruzione normale coesiste con l’istruzione speciale, che comporta la compresenza di molteplici approcci e servizi: gli alunni con disabilità possono essere inseriti sia nella scuola ordinaria sia nelle scuole speciali, con un insieme di soluzioni diverse (ad esempio in Finlandia, Francia, Gran Bretagna e Svezia). (Daniela Bucci)

La presente nota è già apparsa nel portale «Condicio.it – Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità», spazio di comunicazione che è il frutto di un progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Viene qui ripresa – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.